COMUNE DI SEGNI

 

ASSESSORATO ALLA CULTURA

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COMUNICATO

 

 

Da ormai più di due lustri la giostra del maialetto, fiore all’occhiello delle manifestazioni culturali della nostra città, non è stata più effettuata a seguito di una legge del 1992 che  vietava ogni uso dell’ animale che fosse incompatibile con le sue caratteristiche etologiche. Si trattatava e si tratta ancora di un illecito di natura penale e, perlopiù, di carattere delittuoso. Dall’entrata in vigore di quella legge, dunque, non è stato più possibile svolgere la giostra, una tradizione che affonda le radici nella notte dei tempi, negli antichi riti propiziatori di epoca pagana, attraverso i quali, i nostri lontani avi, imploravano il favore degli dei per ottenere abbondanza nelle stagioni di caccia al cinghiale, di cui il territorio lepino era ricco.

Certamente un altro importante tassello di cui veniva privata la nostra storia, la nostra tradizione, in un periodo, oltretutto, in cui era in corso una sorta di emorragia che vedeva sottrarci una dopo l’altra, tutte quelle presenze, in termini istituzionali, religiosi, storici e culturali, che avevano fatto grande la nostra città.

Sin dall’insediamento di questa nuova Amministrazione comunale, è stata ferma l’intenzione di cercare con tutti i mezzi di ripristinare la giostra del maialetto, sempre nel rispetto della legge naturalmente, magari escogitando diverse modi e forme di svolgimento, l’importante era far rivivere questa tradizione che, in tutto il mondo, è solo di Segni.

Questo vento silenzioso che aleggiava nell’aria alimentato dai desideri più reconditi di una coscienza collettiva saldamente legata alle proprie tradizioni e, in qualche modo, frustrata dalle vicissitudini che ne avevano mutilato una parte importante, si è trasformato in una volontà munita dell’imperio della legge.

Infatti lo scorso 8 luglio c.a. il Senato ha approvato in via definitva un testo legislativo che detta nuove disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate.

Questo testo introduce alcune importanti modifiche alla precedente normativa che, oltre a rendere più severe le pene, includono altre fattispecie punibili.

Tuttavia, tra le numerosi nuove disposizioni, ce n’è una che potrebbe permetterci di rispristinare la nostra giostra del maialetto. Si tratta  dell’art. 3 della citata legge il quale prevede che le disposizioni del titolo IX bis del libro II del codice penale, cioè quelle norme che appunto vietano ogni uso dell’animale che sia incompatibile con le sue carratteristiche etologiche, non si applicano alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalle Regione.

Questa disposizione ci potrebbe permettere finalmente di rispristinare la giosrta del maialetto, e il condizionale non è casuale, in quanto è necessaria una autorizzazione della Regione.

Naturalmente, questa Amministrazione Comunale, che era già fermamente intenzionata al ripristino di detta manifestazione, a prescindere anche da quest’ultima legge, metterà in campo tutte le proprie energie affinchè questa millenaria tradizione, segnina per eccellenza, torni a rivivere.

 

 

L’ASSESSORE ALLA CULTURA (Dott. Piero CASCIOLI)

 

IL SINDACO (Renato CACCIOTTI)