La Gastronomia

Se i ritmi incalzanti della vita moderna non ci permettono più di dedicarci alla confezione del cibo con la cura e la pazienza di un tempo nelle botteghe artigianali segnine possiamo trovare dell'ottima pasta all'uovo che conserva intatto il gusto dei maccheroni fatti in casa.
Il Vocabolario del dialetto di Segni fi Emanuele Lorenzi riporta molte voci edicate ai cibi tipici.
"Canascione", focaccia piena di formaggio fresco e prosciutto, "Fallone", pizza rustica di granturco dalla forma allungata; "Appallocco", pastone di fave cotte, frantumate e condite con aglio e olio sfritto: sono cibi semplici della civiltà contadina divenute ora ricercatezze gastronomiche da gustare in occasioni particolari, durante la calecara eo la Sagra del Marrone.
La "copeta" è un amalgama di miele e frutta secca chiuso tra due foglie di alloro: di di essa si parla negli statuti segnini segnini. Il marrone naturalmente si può gustare in tutte le salse: dalle ricette tradizionali, caldarroste, ballotte, in forno, ai piatti più innovativi nati dalla geniale creatività dei cuochi segnini che sposano il gusto della castagna anche con i primi e i secondi piatti dando vita a ricette originali tutte da leccarsi i baffi.
E' soprattutto nei dolci che si può apprezzare la ricchezza della tavola segnina: giglietti, biscotti cresciuti, ciambelloni, crostate, ciambelline di magro, dolci natalizi a base di miele e frutta secca. pan pepati, mostaccioli, "quadretti", dolci pasquali come le ciambelle "scottolate" e "sciroppate".